Dieci giorni a Pietrogrado: l'assalto al Palazzo d'Inverno
Nella notte tra il 25 e il 26 ottobre 1917 i bolscevichi prendono il potere. La storia vera, più confusa del mito.
Poste URSS 1947, pubblico dominio1917Nell'autunno del 1917 la Russia era stremata. La guerra contro la Germania continuava, al fronte i soldati disertavano e nelle città mancava il pane. Il Governo provvisorio nato dalla rivoluzione di febbraio, guidato da Aleksandr Kerenskij, perdeva consenso ogni settimana.
A Pietrogrado i bolscevichi avevano conquistato la maggioranza nel Soviet della capitale. Lenin, rientrato di nascosto dalla Finlandia, insisteva per l'insurrezione armata prima del Secondo congresso dei Soviet. L'organizzazione pratica passò al Comitato militare rivoluzionario del Soviet, in cui Lev Trockij ebbe un ruolo centrale.
La notte dell'insurrezione
Tra il 24 e il 25 ottobre del calendario giuliano, il 6 e il 7 novembre del nostro, le Guardie rosse e i reparti fedeli al Soviet occuparono ponti, stazioni, la centrale telefonica e la banca di Stato quasi senza sparare. La mattina del 25 Kerenskij lasciò la città in auto per cercare truppe al fronte.
Restava il Palazzo d'Inverno, dove i ministri del governo erano riuniti, difesi da cadetti, cosacchi e da un battaglione femminile. La sera l'incrociatore Aurora sparò un colpo a salve, il segnale convenuto. Dopo ore di incertezza gli insorti entrarono nel palazzo da più ingressi e, nelle prime ore del 26 ottobre, Vladimir Antonov-Ovseenko arrestò i ministri.
Tutto il potere ai Soviet
Il mito e le immagini
La presa del palazzo fu molto meno spettacolare di come la ricordiamo. Le scene di masse all'assalto che conosciamo vengono quasi tutte dalla rievocazione organizzata nel 1920 e dal film Ottobre di Sergej Ejzenštejn, del 1927. Anche il francobollo del 1947 che illustra questo articolo riprende quell'iconografia.
I primi decreti
Il Congresso dei Soviet approvò subito il decreto sulla pace e il decreto sulla terra, che consegnava ai contadini le terre dei grandi proprietari. Nacque il Consiglio dei commissari del popolo, con Lenin alla presidenza. Era l'inizio di uno Stato che sarebbe durato settantaquattro anni, dopo una guerra civile che costò milioni di vite.
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