Советский СоюзSovetsky Soyuz← Tutti gli articoli
Disgelo e spazio · Восток-1

«Poechali!» Il volo di Gagarin

12 aprile 1961: in 108 minuti un tenente dell'aviazione sovietica diventa il primo essere umano nello spazio.

Jurij Gagarin nel 1961Foto: Arto Jousi, pubblico dominio1961
Jurij Gagarin nel 1961. Foto: Arto Jousi, pubblico dominio.

Alle 9:07 ora di Mosca del 12 aprile 1961 un razzo R-7 modificato si staccò dalla rampa del cosmodromo di Bajkonur, nelle steppe del Kazakistan. Nella capsula sferica della Vostok 1, legato al seggiolino eiettabile, c'era Jurij Alekseevič Gagarin, 27 anni, figlio di un falegname di un kolchoz della regione di Smolensk.

Al momento dell'accensione Gagarin disse via radio una sola parola, rimasta nella storia: «Poechali!», andiamo. Pochi minuti dopo la capsula era in orbita. Il volo durò in tutto 108 minuti, il tempo di un giro completo attorno alla Terra.

«Poechali!» — Andiamo!

Un volo quasi automatico

I medici non sapevano come avrebbe reagito il corpo umano all'assenza di peso. Per questo la Vostok era guidata da terra e dai sistemi automatici: i comandi manuali erano bloccati da un codice, chiuso in una busta sigillata a bordo, da usare solo in caso di emergenza.

Il rientro non fu tranquillo. Il modulo di servizio non si separò subito dalla capsula, che per alcuni minuti ruotò su se stessa durante la discesa. A circa sette chilometri di quota Gagarin fu eiettato, come previsto dal piano di volo, e scese con il proprio paracadute.

L'atterraggio nei campi di Saratov

Toccò terra in un campo vicino a Engel's, nella regione di Saratov, sul Volga. I primi a vederlo furono una contadina del luogo e la sua nipotina, sorprese da quell'uomo in tuta arancione e casco bianco. Lui si presentò e chiese un telefono.

Intanto, a Mosca, la radio interruppe i programmi: la voce di Jurij Levitan, la stessa che aveva annunciato le vittorie della guerra, lesse il comunicato TASS sul primo uomo nello spazio. Durante il volo Gagarin era stato promosso da tenente anziano a maggiore.

Il trionfo e la Guerra fredda

Due giorni dopo Mosca lo accolse sulla Piazza Rossa con una manifestazione enorme. Per Nikita Chruščëv il volo era la prova che il socialismo poteva battere l'America sul suo stesso terreno, la tecnica, appena quattro anni dopo lo Sputnik. Gli Stati Uniti mandarono Alan Shepard in un breve volo suborbitale solo il 5 maggio.

Gagarin divenne un simbolo e girò il mondo come ambasciatore dell'URSS. Non tornò più nello spazio: morì il 27 marzo 1968, a 34 anni, durante un volo di addestramento su un MiG-15 vicino a Kiržač, nella regione di Vladimir.

Documenti originali, prime pagine tradotte e foto ad alta risoluzione sono nell'archivio riservato agli abbonati.